soglia di attenzione

lunedì 21 aprile 2008

Italia Uno!

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Che schifo (sempre).


Per chi se lo fosse perso, ho fornito il riassunto del "tg" Studio Aperto degli ultimi 15 anni e pure quello dei prossimi 15.

venerdì 18 aprile 2008

Venezia, ieri

Miserabili. Io e Margaret Thatcher

Con Marco Paolini e i Mercanti di Liquore. Teatro Goldoni.


Miserabili è l'ideale continuazione di Album d'Aprile. Rugby, Donne, Politica, Terra trasmesso di recente anche in televisione. Dagli anni 70 si passa al racconto degli anni 80. Se nei primi regina è la politica, nei secondi lo diventa un'economia sempre più globale. Margaret Thatcher e Ronald Reagan sono i protagonisti della nuova stagione. Thatcherismo e reaganomics sono anche due neologismi coniati per nominare la deregulation nei mercati. In generale, i doveri verso la polis vengono sostituiti dalle obbligazioni spazzatura. Così, neanche S. Piero in Busa, la terra di Nicola, alter ego dell'autore, è immune dall'arrivo delle agenzie interinali, i pensionati stazionano ipnotizzati davanti allo schermo della banca che mostra le quotazioni, si comincia a comprare a rate, a perdere il noi e a concentrarsi sull'io. Colpa del primo Sony Walkman.

Marco Paolini è uno dei più grandi raccontastorie che possiamo contare in Italia. La musica, che è sempre importante nei suoi spettacoli, in questo caso ha lo stesso peso dei monologhi recitati. Devo dire però che dell'attore preferisco le performance in cui la musica se ne sta un po' in disparte, ad accompagnare appena la voce narrante. Pochi danno alla parola la capacità di evocazione che Paolini sa darle. Durante Il racconto del Vajont, alla fine, la telecamera indugiava sugli occhi gonfi di lacrime degli spettatori. Paolini sa incatenare/incantare lo spettatore alla storia e farlo muovere secondo i propri tempi. E, come avviene per ogni racconto che sappia ancora conservare la sua funzione magica, sa dare forma al tempo, sa trasformare il tempo disumano in un tempo abitabile, il Chronos che divora i suoi figli, in un Kairós in cui questi possano vivere e convivere. In cui possano ancora vedersi. Ascoltiamo Paolini come una volta gli uomini attorno al fuoco, sentendoci per qualche ora parte di una comunità. Come in tutto il teatro che si rispetti, la riflessione sull'uomo è anche spinta a un'azione diversa da come si concepiva prima della rappresentazione.

Il finale, prima dell'esilarante bis in dialetto veneto, è con La libertà di Giorgio Gaber e quella chiusa memorabile, "Libertà è partecipazione". Non esclusione. Non delega. Né affidamento a condottieri o cavalieri. Qui siamo già oltre gli anni 80, siamo all'oggi.

martedì 15 aprile 2008

irata

…ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario, mi trovo imbarazzato sorpreso ferito, per un irata sensazione di peggioramento, di cui non so parlare né so fare domande, cantava il Giovanni Lindo Ferretti prima della lobotomia, facendo eco a Pasolini, ecco come mi sento, anche se imbarazzato sorpreso ferito non dovrei esserlo più di tanto, forse solo per l’ampiezza del divario, ma è quell’irata sensazione di peggioramento che non sento da ieri sera ma da lungo tempo di cui veramente non so parlare né so fare domande, perché in testa mi si crea l’effetto nebbia di un canale televisivo mal sintonizzato, per cui non so da dove cominciare, e penso a quei quindici secondi nell’urna elettorale in cui ho deciso a chi dare il voto, e mi sembra impossibile quasi aver votato, un anno fa ero sicuro che mai più avrei legittimato nessun politico di quest’Italia almeno finché la natura non avesse fatto il suo corso e falciato un tre quarti di loro, ma poi invece non ce l’ho fatta a non votare – primi cinque secondi – e allora è stato un po’ come la tragedia greca, in cui qualunque decisione tu prendi sono cazzi, perché non esiste un’etica per uscire dal conflitto tragico se non tragicamente, e allora pensavo che se votavo PD contribuivo alla cancellazione della Sinistra e se votavo Sinistra contribuivo al ritorno dei barbari, non ve lo dico alla fine chi ho votato, che sono fatti miei e poi mi sono anche pentito, ma sarebbe stato lo stesso anche se avessi votato il contrario, mi sarei pentito ugualmente, e poi mi sono attaccato al computer e alla televisione che alla fine sono andato a letto all’una col mal di testa e mi sono messo a leggere fino alle due, Il paese mancato di Guido Crainz, che se uno si guarda indietro non potrà mai stupirsi che l’Italia voti a destra, ma questa mi sembra proprio una svolta di quelle grosse, che lasciano il segno, un segno grosso come quello lasciato da venticinque anni di tette e culi in televisione sul cervello italiota, solo che poi ascolto la dichiarazione di Diliberto, che ora bisogna tornare ai simboli, come quello che ho alle spalle dice rivolto alla falce e martello, e mi dico Diliberto lungimirante analisi, complimenti, alle prossime elezioni raccoglierai lo zero zero cinque per cento, che sommati allo zero zero tre di Ferrando, allo zero zero due di Sinistra Critica farà una tavolata da Gigi el Luganegher, in cui però sarà bello cantare Avanti Popolo tutti mbriachi, ziocane, mentre dall’altra parte i partitodemocratici adesso staranno riuniti nel loft, in un briefing del think tank, yes we can, we’re all living in a yellow submarine, ecco lo sapevo, che non sarei riuscito a parlare né a fare domande, ma solo a tenermi l’incazzatura e quest’irata sensazione di peggioramento…

Me dicen el desaparecido...







... pero esa ES la verdad.

lunedì 14 aprile 2008

De profundis...











Chi ha sbagliato, Pagliuca?

giovedì 10 aprile 2008

Berlusconi Silvio, tessera P2 n. 1816

Nella foto: Berlusconi viene presentato a Licio Gelli.


Voglio che mi sia riconosciuto: sono stato capace di resistere 4 mesi senza un post su Berlusconi. Però, visto che siamo in campagna elettorale, non fa male ricordare che il suddetto campione della libertà apparteneva alla loggia massonica Propaganda Due, meglio conosciuta come P2, i cui propositi non erano esattamente libertari.

Il cosiddetto Piano di rinascita democratica (sempre questa parola associata al suo contrario) elaborato fra il 1975 e il 1976 riteneva tra le altre cose necessario:

- rovesciare la "trimurti" sindacale;

- abolire lo statuto dei lavoratori;

- piazzare uomini "ben selezionati" nelle "posizioni chiave" dei partiti;

- sottoporre la magistratura al controllo del potere esecutivo;

- acquisire "alcuni settimanali di battaglia";

- riformare integralmente la Costituzione.

Coraggio, ancora un piccolo sforzo e poi ce l'avete fatta.

martedì 8 aprile 2008

se prima eravamo in 100...

... a cantar con le mondine, adesso vogliam esser 250 a cantar con le mondine!

Se qualcuno non l'avesse notato, il badge verde a latere ha da qualche giorno cambiato numeri. L'iniziativa 25 Aprile - Radici Resistenti del blog Mondine 2.0 - Di Madre in Figlia di sensibilizzare 100 bloggers per la Festa della Liberazione ha con largo anticipo raggiunto lo scopo. Per cui ora le mondine fanno un po' le sborone: puntano a 250 adesioni. Vogliamo deluderle? Lettori e bloggers di passaggio: diffondete il messaggio!

Leggi qui il primo post.

Oppure qui quello nuovo.

E qui la lista dei blog.

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